Pensa a una persona appena arrivata a Verona che cerca "minimarket indiano" sul telefono. Oppure a una famiglia di Cremona che vuole cenare fuori e scrive "ristorante indiano vicino a me". Nella maggior parte dei casi la risposta arriva da Google Maps. Le attività che compaiono lì hanno una scheda chiamata Google Business Profile (prima si chiamava Google My Business).
La scheda è gratuita. Non serve avere un sito web, anche se averlo aiuta. In questa guida vediamo come crearla e come curarla bene.
1. Crea la scheda o rivendica quella esistente
Prima di tutto cerca il nome della tua attività su Google Maps. Possono succedere due cose:
- la scheda esiste già, magari creata da un cliente o da Google stesso. In questo caso cerca il link "Rivendica questa attività" o "Sei il proprietario?" e segui i passaggi;
- la scheda non esiste. Vai sulla pagina di Google Business Profile, accedi con un account Google e scegli "Aggiungi la tua attività".
Consiglio pratico: usa un account Google dell'attività, non quello personale di un dipendente o di un parente. Se quella persona va via, rischi di perdere l'accesso alla scheda. Puoi aggiungere altre persone come gestori senza dare la tua password.
2. La verifica
Google deve controllare che l'attività sia reale e che tu ne sia il proprietario. I metodi di verifica cambiano in base al tipo di attività e al Paese. Oggi i più comuni sono:
- un breve video in cui mostri l'insegna, l'interno del negozio e un documento o strumento di lavoro;
- un codice via SMS, telefono o email;
- in alcuni casi una cartolina con un codice spedita all'indirizzo.
Per il video, prepara tutto prima: insegna visibile, indirizzo leggibile, interno ordinato. Se la verifica non va a buon fine, Google di solito permette di riprovare.
3. Nome dell'attività: niente parole in più
Questo è l'errore più comune. Il nome nella scheda deve essere il nome reale dell'attività, quello scritto sull'insegna. Non aggiungere parole come "Miglior Kebab Brescia Economico" o "Pizza Kebab Indiano 24h". Google lo considera spam e può sospendere la scheda.
Giusto: Punjab Market. Sbagliato: Punjab Market Alimentari Indiani Latina Spezie Riso Basmati. Le parole importanti vanno nella descrizione, nelle categorie e nei prodotti, non nel nome.
4. Categorie
La categoria principale dice a Google cosa sei. Scegli quella più precisa: "Ristorante indiano" è meglio di "Ristorante". Poi puoi aggiungere categorie secondarie, per esempio "Servizio di consegna a domicilio" o "Ristorante vegetariano", solo se sono vere.
Esempi:
- un minimarket a Reggio Emilia: "Negozio di alimentari" o "Negozio di alimentari indiani", se disponibile;
- un phone center a Mantova: categoria legata ai servizi che offri davvero, come negozio di telefonia o servizi di trasferimento denaro;
- un kebab: "Ristorante kebab" o "Fast food".
5. Indirizzo, zona servita e orari
Se i clienti vengono da te, inserisci l'indirizzo esatto. Se invece vai tu dai clienti (per esempio una ditta di trasporti o un idraulico senza negozio), puoi nascondere l'indirizzo e indicare le zone servite.
Gli orari devono essere sempre corretti. Un cliente che trova il negozio chiuso quando Google dice "aperto" difficilmente torna. Usa gli orari speciali per le festività: Natale, Ferragosto, ma anche Vaisakhi, Diwali o Gurpurab, se in quei giorni chiudi o cambi orario. Per organizzare le date dell'anno, leggi il nostro calendario delle feste per il marketing.
6. Descrizione, anche in due lingue
Nella descrizione hai spazio per qualche frase. Spiega in modo semplice chi sei, cosa vendi e cosa ti rende diverso. Puoi scrivere in italiano e aggiungere una breve parte in inglese o in un'altra lingua, se i tuoi clienti la parlano. Esempio:
"Negozio di alimentari indiani e pakistani nel centro di Latina: riso basmati, spezie, farine, verdure fresche e dolci. Parliamo italiano, punjabi, hindi e inglese. We speak English, Punjabi and Hindi."
Evita di ripetere la stessa parola chiave dieci volte. Scrivi per le persone, non per Google.
7. Foto
Le schede con foto vere e aggiornate attirano più attenzione. Carica:
- il logo e una foto di copertina;
- l'esterno con l'insegna, così il cliente riconosce il posto;
- l'interno: scaffali, sala, bancone;
- i prodotti o i piatti più richiesti;
- se vuoi, il team al lavoro.
Usa foto fatte da te, con buona luce. Non usare immagini prese da internet: possono essere protette da copyright e non mostrano il tuo locale reale.
8. Prodotti, servizi e menu
Un ristorante può aggiungere il menu (come link o con le voci dei piatti) e indicare servizi come asporto, consegna o prenotazione. Un negozio può inserire i prodotti principali con foto e una breve descrizione. Anche gli attributi sono utili: accesso per sedie a rotelle, pagamento con carta, Wi-Fi, opzioni vegetariane.
Per idee su come promuovere un ristorante, vedi anche marketing per ristoranti indiani in Italia.
9. Recensioni: chiederle e rispondere
Le recensioni contano molto. Ecco come gestirle bene:
- chiedi la recensione ai clienti soddisfatti, per esempio con un QR code alla cassa o un link mandato su WhatsApp;
- non pagare le recensioni e non offrire sconti in cambio di recensioni positive: è contro le regole di Google;
- non scrivere recensioni false, nemmeno chiedendo ad amici e parenti che non sono mai stati clienti;
- rispondi a tutte, positive e negative. Ringrazia chi scrive bene. A chi si lamenta, rispondi con calma, chiedi scusa se serve e proponi una soluzione;
- se una recensione viola le regole (offese, spam, non è un cliente), puoi segnalarla a Google.
Esempio di risposta a una critica: "Grazie per il commento, Marco. Ci dispiace per l'attesa di sabato sera. Stiamo organizzando meglio la cucina nei giorni pieni. Speriamo di rivederti presto."
10. Post e aggiornamenti
Dalla scheda puoi pubblicare aggiornamenti: un'offerta, un nuovo piatto, l'arrivo di prodotti freschi, un evento. Bastano una foto e due righe. Pubblicare con regolarità mostra che l'attività è viva.
Errori da evitare
- parole chiave nel nome dell'attività;
- orari sbagliati o non aggiornati nei giorni di festa;
- due schede per la stessa attività;
- numero di telefono a cui nessuno risponde;
- ignorare le recensioni negative;
- cliccare su link "ufficiali" ricevuti via email o telefono che chiedono soldi per la scheda. Google Business Profile è gratuito. Leggi anche le truffe online più comuni per le piccole attività.
Conclusione
Una scheda Google curata è uno dei modi più semplici ed economici per farsi trovare dai clienti della zona. Dedica un'ora per completarla bene e poi pochi minuti a settimana per foto, post e risposte. Collega la scheda al tuo sito e al numero WhatsApp: ne parliamo nella guida a WhatsApp Business.
Se preferisci farti aiutare, Bola Brothers segue schede Google, siti e social per piccole attività, e ne parliamo volentieri in italiano, punjabi, hindi o inglese. Trovi i nostri servizi di marketing digitale oppure puoi contattarci per una domanda.
Questo articolo ha uno scopo informativo. Regole, scadenze e costi possono cambiare: per la tua situazione verifica sempre le fonti ufficiali o chiedi a un professionista.